giovedì 25 agosto 2022

EMANUEL FATELLO - PREMIO GIURIA


Emanuel Fatello è nato a Roma il 15 ottobre 1976, risiedendo nel piccolo comune di San Cesareo (RM). Nel 2002 si trasferisce a Torino, dove attualmente abita con la propria famiglia. Lavora come responsabile tecnico presso un mobilificio e, tra le altre cose, compone poesie per i vari ambienti arredati. Realizza didascalie in versi per i dipinti di alcuni artisti del territorio. Ha collaborato con alcune testate giornalistiche locali, occupandosi della pubblicazione di articoli e volantini per conto di associazioni piemontesi. Ha partecipato a numerosi concorsi letterari sia in prosa che poesia. Annovera diverse pubblicazioni di brevi opere in antologie: poesie, racconti, sonetti, haiku; proprio un haiku è stato selezionato per essere esposto lungo il porto di Camogli (GE) nella Rassegna di San Valentino Febbraio 2021, mentre un sonetto è stato selezionato nella rubrica “La Bottega della Poesia” sul quotidiano la Repubblica. È impegnato nella stesura del suo primo romanzo. Nel 2022 riceve un premio speciale della Giuria al 1° Concorso Internazionale "18 Maggio" indetto dal comune di Pontecorvo (FR) avente per tema le Guerre Mondiali. E' inserito nell'enciclopedia poetica online di Wikipoesia.

Anno 2021

Gli viene conferita la Publica Laude dall’Università Pontificia Salesiana di Roma per un suo sonetto, nel corso della cerimonia di premiazione della Laurea Apollinaris Poetica. 2021: Attestato di Finalista per il sonetto “Veder della Firenze beneamata” in occasione della V Edizione del Premio Nazionale “Maria Virginia Fabroni” indetto dal comune di Tredozio (FC)

Premi (elenco parziale, primi posti)

Anno 2021

1° Classificato al Premio Nazionale di Poesia Religiosa “VERSI D’ORO AL SS CROCIFISSO” indetto dal comune di Castagneto Carducci (LI) con il sonetto “RIECHEGGIA DALL’ALTARE QUELLA VOCE”

Anno 2022

1° Classificato al Premio letterario nazionale "Uniti per la legalità" con la poesia “SALVO D’ACQUISTO, UN ATTO D’AMORE” 

Anno 2022

Premio della Giuria per la qualità delle poesie inoltrate per la VI Edizione del Premio Nazionale “Maria Virginia Fabroni” indetto dal comune di Tredozio.



LO SCONFORTO DI MADRE NATURA

Un giorno la cui alba non è sorta

ma che conosce il buio del tramonto,

avremo nel rimpianto del passato

il giusto contrappasso da scontare.

Il verde rigoglioso dei giardini,

l'azzurro di quei mari senza fondo,

il sole di vermiglio rivestito,

il timido bagliore della luna.

Ribollono le croste e danno sfogo

al loro malumore accumulato,

le acque non conoscono confini

e sono sempre pronte a tracimare,

i cieli come velo son squarciati

da urla disperate di Natura,

dal grido di un gigante che soccombe

a morte lacerato dallo strazio.

S'arrende sconsolata al suo destino

la Madre sopraffatta dal dolore

vedendo come il figlio prediletto

l'aveva pugnalata dritta al cuore.


IL SOLE CUPE NUBI HA PENETRATO

Il sole cupe nubi ha penetrato,

come fendenti inferti da una spada,

tappeto di chiarore alla mia strada

il cui principio incerto è ottenebrato;

rimasi stupefatto, senza fiato,

sorpreso da una perla di rugiada,

che irradia il buio fitto e lo dirada

come nel mare un faro non celato.

E come la natura ha gran potere

d'imporre sulla notte il suo valore

anch'io faccio valere il mio volere:

domato con la quiete il gran furore,

come s'alterna il giorno con le sere,

torna della letizia il buon sapore.